Sit-in dei Radicali contro il sovraffollamento: «È necessaria l'amnistia»
Celle che dovrebbero contenere sei persone arrivano a ospitarne dieci. Fino ad arrivare a quattordici detenuti per stanza, come nel caso del padiglione "Napoli" del più grande istituto di pena Campano, quello di Poggioreale. Ma visto che la disorganizzazione quando si tratta di carceri è notevole, ce ne sono anche di costruiti, ma praticamente vuoti e di altri che da tempo si dovrebbero costruire come a Nola o allargare, a Napoli. Nel frattempo però chi è in carcere, si trova in situazioni molto difficili da immaginare: in celle microscopiche e in condizione di promiscuità. Situazione, quella carceraria che nasce dal noto squilibrio tra i posti per la detenzione molto inferiori rispetto al numero dei detenuti. Ma nonostante la chiarezza del problema, l'emergenza si presenta ogni estate con la stessa regolarità con cui il problema non viene né affrontato né tantomeno risolto. Era quindi nell'aria una reazione alle condizioni in cui si trovano oggi i detenuti. Reazione portata avanti dai radicali sulla scia dello sciopero di Marco Pannella, che in merito alla situazione delle carceri, si è appellato più volte al presidente della Repubblica Napolitano per chiedere che «l'Italia torni a essere una nazione democratica». Proprio ieri davanti al casermone di Poggioreale, i radicali e l'associazione radicale "per la grande Napoli" hanno manifestato davanti alle porte del carcere, per chiedere un provvedimento di amnistia e che venga seriamente affrontato il tema giustizia. Iniziativa svoltasi in molte altre città italiane. «Il sovraffollamento delle carceri soprattutto in quelle campane - ha detto Luigi Mazzotta segretario di "per la grande Napoli" si combina con strutture vecchie e inadeguate che rendono incompatibile la condizione di detenzione con il rispetto dei diritti». Da oltre un mese i radicali napoletani trascorrono le prime ore del mattino davanti al carcere di Poggioreale, parlando con i familiari dei detenuti durante le lunghe file d'attesa per i colloqui, e chiedendo attenzione e interesse in merito al problema carceri.
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