Rigore a senso unico sugli studi di settore
Il fisco sceglie la linea del rigore sugli studi di settore. Omissioni o errori spianeranno la strada all'accertamento induttivo, quando il reddito dichiarato supera del 10% quello riscontrato dagli uffici. Un'arma potentissima per colpire i "furbetti" degli studi di settore, vale a dire quei contribuenti che volutamente forzano i dati nei modelli per raggiungere l'ambito traguardo della congruità e/o della coerenza. Il rigore, però, rischia di colpire anche chi è del tutto in buona fede. Molto spesso, infatti, gli errori possono dipendere da difficoltà di compilazione del modello. Le istruzioni non fanno differenze per la parte relativa ai dati contabili: il rischio concreto, dunque, è che siano lasciati margini troppo ampi di interpretazione sulla classificazione delle voci di costo in relazione alle singole attività. C'è poi un altro aspetto, non secondario,da considerare: l'attesa che ormai ogni anno accompagna l'arrivo del software Gerico e che poi incide sullo spostamento in avanti delle scadenze per i versamenti d'imposta. Un po' più di rigore sul rispetto dei tempi potrebbe aiutare i contribuenti anche a commettere meno errori.
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