Le carceri italiane sovraffollate e costose. "Record" europeo di detenuti in attesa di giudizio

Le carceri italiane sono tra le più sovraffollate dei 47 Paesi del Consiglio d’Europa e tra quelle in cui c’è il maggior numero di detenuti in attesa di primo giudizio. La situazione, riferita al settembre 2011, viene fotografata in un rapporto pubblicato da Strasburgo, che evidenzia anche come nel nostro paese la spesa giornaliera per carcerato sia più alta di quella media europea, poco meno di 117 euro contro 93.
L’Italia è terza, dopo Serbia e Grecia, per sovraffollamento: per ogni 100 posti effettivi ci sono 147 detenuti. Un tasso che Patrizio Gonnella presidente dell’associazione Antigone, in prima linea per i diritti nelle carceri, definisce “indecente per un Paese civile” e a cui il neo sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe Berretta, dice che bisogna porre rimedio “incentivando, ove possibile, l’ampliamento delle alternative alla detenzione e favorendo misure supportate da progetti volti al reinserimento sociale”.
Ma l’Italia è al terzo posto, dopo Ucraina e Turchia, anche per numero di detenuti in attesa di primo giudizio: sono 14.140 su un totale di 67.104, pari al 21,1%. L’Ucraina ne ha quasi 18mila ma su un totale di oltre 158mila, mentre in Turchia sono quasi 36mila su 127mila circa. E se le carceri scoppiano, anche la spesa giornaliera per detenuto è superiore alla media europea. Dal rapporto risulta infatti che l’Italia nel 2010 ha speso - spese mediche escluse - 116,68 euro contro i 96,12 di Francia ed i 109,38 della Germania (in questi casi le spese mediche sono incluse nella cifra).
Dal confronto con Francia e Germania emerge inoltre che in Italia ci sono più guardie carcerarie per detenuto: una ogni 1,9, contro una ogni 2,7 negli altri due Paesi. Tuttavia quest’ultimo dato viene fortemente contestato dai sindacati italiani. “Quei dati non fotografano la realtà che è ben diversa ed è quella che si può constatare dal vero: sezioni da 80, 90, 100 detenuti con un solo agente” ha affermato Eugenio Sarno, segretario generale della Uil-pa Penitenziari.
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