Acqua all’arsenico il caso arriva all’Ue

Dalla Rassegna stampa

Una denuncia alla Commissione europea sullo scandalo dell’acqua all’arsenico. A cinque mesi dall’inchiesta sull’acquedotto regionale dell’Arsial che per decenni ha servito alcune zone di Roma Nord con acqua inquinata, i Radicali hanno presentato una denuncia anche alla commissione di Bruxelles. Dieci pagine di dossier in cui si ripercorre la vicenda che ha portato la Procura di Roma ad aprire due fascicoli per avvelenamento e omissione di atti d’ufficio e su cui indaga anche l’Ordine dei Medici.

SALUTE A RISCHIO
«Anche dopo la scadenza dell’ultima deroga chiesta all’Europa - dice Massimiliano Iervolino dei Radicali, tra gli estensori della denuncia - il valore medio della concentrazione di arsenico è risultato superiore alla soglia prevista dalla normativa a Roma. Nonostante i rischi per la salute siano gravissimi». Gli studi dell’Organizzazione mondiale della sanità parlano chiaro: un’esposizione prolungata all’arsenico può provocare disordini neurologici e cardiovascolari, tumori della pelle e dei polmoni, problemi all’apparato riproduttivo. Per capire quali sono stati gli effetti sulla popolazione di Roma Nord, la Asl Roma E ha già avviato un’indagine epidemiologica sugli abitanti dei quartieri colpiti - Tragliatella, Malborghetto, Santa Maria Galeria e Piansaccoccia - con controlli sanitari che prevedono l’esecuzione a campione di esami delle urine e delle unghie. Secondo i denuncianti «anche l’informazione ai cittadini è stata molto carente», dato che solo «il 21 febbraio 2014 il sindaco Marino ha emanato l’ordinanza per il divieto di utilizzo dell’acqua» degli impianti Arsial.Vale a dire 14 mesi dopo la scadenza dell’ultima deroga comunitaria.

L’INDAGINE
La Commissione Ue già il 13 dicembre scorso ha avviato una procedura d’indagine comunitaria per accertare le responsabilità italiane sul mancato rispetto dei parametri di arsenico nell’acqua. E 1’8 aprile scorso il commissario per l’ambiente Janez Potocnik, insieme al collega della Salute Tonio Borg, ha risposto a un’interrogazione specifica sullo scandalo Arsial, parlando dell’«urgenza» con cui va affrontata la «problematica della città di Roma e del Lazio, per cui la contaminazione da arsenico nelle acque costituisce un problema di lunga data». Da Bruxelles emergono dubbi circa «l’obbligo di assicurare un’adeguata informazione agli utenti per ridurre i rischi e di mettere in atto il piano delle azioni correttive definito dalla Commissione». Per chiarire questi aspetti a dicembre è stata avviata una procedura d’indagine e la risposta dell’Italia è arrivata il 24 febbraio. «E ora è oggetto di attenta analisi scrivono da Bruxelles - da parte della Commissione, che è determinata a garantire la protezione della salute» dei residenti.

LE SANZIONI
Per l’Italia intanto potrebbero arrivare nuove sanzioni economiche. L’indagine comunitaria infatti è un atto preliminare alla procedura d’infrazione che può portare a multe milionarie se il problema non viene risolto immediatamente. E il conto di Bruxelles potrebbe essere salato. Un esempio: per le discariche abusive l’Italia ha già due condanne all’attivo e rischia un’ammenda di 56 milioni di euro.

 

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