Se Hack e Pannella diffondono il virus spirituale del buddismo

Dalla Rassegna stampa

Nella prima estate senza gli appuntamenti di Cortina InConTra, Francesco Agnoli sul Foglio svolge una dura e spietata requisitoria contro il buddismo: «L'Oriente è sempre più di casa in Europa; mano a mano che vi esce il cristianesimo, vi entrano, sotto svariate forme, dalla teosofia alla new age, il buddismo e le filosofie indiane». Purtroppo «diventa fascinoso» il buddismo con «il suo disinteresse-disprezzo per il Creato e la sua visione nirvanica». E attraverso quali canali si diffonderebbe questo «fascinoso» virus spirituale? Agnoli è molto dettagliato: «Da Leopardi alla "divina indifferenza" di Montale, dai giovani che negli anni Sessanta partivano per l'India (per cercare le "rivelazioni psichedeliche" e l'unità con il Tutto) a Margherita Hack, Eugenio Scalfari, Marco Pannella; da certa sinistra a certa destra esoterica». Sarà pure certa sinistra e certa destra, esoterica per giunta, ma Margherita Hack prigioniera del fascino buddista? E Scalfari e Pannella addirittura rappresentanti del buddismo politico in Italia? Non ci sarà un po' di confusione nirvanica in questo elenco? Urge seduta di meditazione.

Il salotto buono (di Aiazzone)
Intervistata da Stefania Vitulli per il Giornale, la scrittrice Letizia Muratori, di cui è uscito «Come se niente fosse» (Adelphi) afferma che la «società letteraria» italiana non esiste, e che tutte queste fantasie sui salotti, le terrazze, le spiagge, le località chic che dovrebbero dettare il gusto dei lettori non hanno nessun rapporto con la realtà. Men che meno ha un fondamento la «favola delle eminenze grigie che tramano bestseller a tavolino ai danni di lettori presupposti beoti». Giusto, anche perché se si sapesse qual è la ricetta dei bestseller, ne sfornerebbero cento al mese. Letizia Muratori vuole essere ancora più chiara sull'inconsistenza e la vacuità dei circoli letterari nostrani: «L'ultimo grande salotto italiano è stato quello di Aiazzone». Aiazzone, quello del mobilificio? Lui, e il suo salotto da ordinare attraverso la tv. L'egemonia culturale non è più quella di una volta.

I gay di Persia
Dopo aver insultato con battutacce da caserma Rosy Bindi e preso posizione favorevole ai matrimoni gay, Beppe Grillo sta chiedendo al suo guru, il suocero iraniano di cui ha parlato in un'intervista, come sono trattati gli omosessuali nella Teheran degli ayatollah dal suddetto suocero molto amati. Non si sa se problemi nella comunicazione con un Paese autoritario e oppressivo gli vieteranno di sapere dal suocero a quali discriminazioni e persecuzioni i gay siano sottoposti in Iran. Qualcuno nella blogosfera potrebbe avvertire Grillo che il suocero non gli ha detto tutta la verità?

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