Intervista a Riccardo Nencini: "Ora nascerà una nuova sinistra"

«Giorgio Napolitano è un gigante...»
Eppure, Riccardo Nencini, leader del Psi, ai partiti non l’ha certo mandata a dire...
È vero. E mi ha stupito moltissimo l’applauso delle forze politiche durante gli attacchi. Una cosa surreale, visto che quelli che applaudivano sono gli stessi che portano la responsabilità delle questioni denunciate da Napolitano. Io ho applaudito, ma sono tornato in Parlamento dopo vent’anni, dunque potevo farlo, gli altri avrebbero fatto meglio ad ascoltare in silenzio, credo...
Napolitano non ha fatto sconti, facendo richiami precisi alla responsabilità di tutti, ma non sarà facile formare un governo con il Pd in frantumi...
Di sicuro, non scioglierà le Camere alla prima difficoltà. Ma credo sia anche il momento di cominciare a lavorare per ricostruire un’area di sinistra che ha subìto un terremoto profondo.
Come?
Nel campo della sinistra non era mai accaduto un big bang come quello a cui abbiamo assistito in questi giorni; ora, su queste macerie, i Socialisti hanno idea di far nascere un nuovo soggetto politico.
Un nuovo partito?
Al momento credo sia meglio parlare della costruzione di una nuova area, di una rete che metta insieme quello che adesso è frantumato. La sinistra italiana si trova nelle stesse condizioni della sinistra francese del ‘72, quando i socialisti si riunirono a congresso dopo aver perso le elezioni ma da quel congresso uscì un Mitterrand che poi sarebbe diventato presidente. Ecco, serve una fase costituente come quella.
E sulla base di quale programma?
Gli ingredienti sono sostanzialmente due, i diritti civili e i diritti sociali. Su quest’ultimo fronte, è necessario ripensare profondamente la tenuta del tessuto connettivo del Paese attraverso la rielaborazione del sistema delle tutele sociali. Soprattutto, si devono ripensare le tutele per i lavoratori atipici che, ormai, sono due su tre. Sul fronte dei diritti civili, invece, credo che la base di partenza debba essere quella della rete di circoli e associazioni che si riconoscono nel Pse e si aggregano al mondo socialista e radicale. E in quest’area che dobbiamo affondare le nostre radici. Penso che il sostegno dato alla candidatura di Emma Bonino a presidente della Repubblica s’innesti con chiarezza in questo percorso
Sembra un manifesto per una nuova sinistra radicale...
Assolutamente no. Anzi, l’esatto contrario. Non siamo assolutamente interessati ad alcun rigurgito di sinistra massimalista ma, certo, la ricandidatura di Napolitano è lontana dalla nostra strada. Lo consideriamo solo un momento di stop dovuto alla devastazione che si è manifestata di un intero sistema politico. Dobbiamo comunque essere grati a quest’uomo che, nonostante, l’età e la fatica, ha accettato di prendere su di sé una responsabilità così grande di rimettere in piedi un sistema imploso.
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