Int. a E. Bonino – Emma Bonino Battaglie di libertà

Dalla Rassegna stampa

Cosa si può fare prima che in autunno questa norma scellerata diventi legge?
A me non piace molto la metodologia del "tanto peggio, tanto meglio" e poi faremo il referendum... su cosa poi non si sa e in quale condizioni non si sa, in un quadro politico dei più instabili. Il mio suggerimento è di non rinviare a dopo, non so bene neanche a quando, quello che ancora dobbiamo mettere in campo da qui a settembre-ottobre. La mia opinione è dobbiamo rilanciare tutto il grande "dossier laicità", di cui il testamento biologico è l'epifenomeno più evidente. Dobbiamo rimettere in discussione tutto il grande dossier laicità: la Ru 486, la fecondazione assistita... insomma la libertà, questo è il punto. La libertà di scegliere, in un Paese laico rispettoso delle credenze di tutti, questa è un'esigenza fondamentale. Bisogna lottare perla legalità e per uno Stato di diritto, perché senza legalità e Stato di diritto non si hanno diritti. Quindi dobbiamo rilanciare alla grande tutto questo dossier laicità, pressando non solo il Pd ma anche quella parte laica che ha votato a destra ma che, per esempio, in occasione dei referendum non ha ubbidito a Berlusconi e Bossi. Non dobbiamo lasciar spegnere questa voglia di partecipazione, di disobbedire, di tornare ad essere attori della vita civile. Questi temi vanno rimessi nell'agenda politica di questo Paese.
 
I1 problema è come. Perché è evidente che, vedendo i voti alla Camera, anche nel Pd solo una minoranza ha votato a favore della legge. Mentre un'altra minoranza si è astenuta.
È proprio per quello, che sia l'anno prossimo o tra dieci anni, quando si andrà al voto, dovremmo essere in grado di presentare una proposta alternativa. Non tanto delle leggi, ma un progetto alternativo di società. Questa è la posta in gioco, non la caricatura dell'esistente.

É un fallimento della politica dunque. Quanto e come è cambiato il parlamento italiano dai tempi delle battaglie per il divorzio e l'aborto?
Sicuramente ed è anche grande responsabilità di questa legge elettorale. Tu hai una serie di signori nominati che non devono rispondere al proprio collegio e certamente neanche ai loro elettori. Perché percome è combinata la legge, devono rispondere solo al segretario del partito. Ed è proprio per questo, io penso, che dobbiamo avere l'ambizione di presentare un progetto altro e diverso di organizzazione della società, compresa la legge elettorale, la legalità, la questione moralità. Credo che la questione della laicità in una società destinata a diventare sempre più multietnica sia dì fondamentale importanza. Diventano indispensabili istituzioni rigorosamente laiche.
 

Siamo di fronte all'ennesimo episodio in controtendenza rispetto ad un Europa che discute, non più di testamento biologico che è già un'acquisizione, ma del diritto di ciascuno all'eutanasia attiva...
Però, tenga conto, che se non ci diamo da fare, la peste italiana infetta anche l'Europa. Se lei guarda la Costituzione ungherese, per esempio, c'è da mettersi le mani nei capelli. Perché viene data personalità giuridica al feto. La parte degli -ismi, dei razzismi, conservatorismi ecc è galoppante anche in Europa e proprio per questo dobbiamo dare voce a queste reazioni. Qual è il problema di questo Paese? Il problema in Italia è che tutti questi temi non fanno più parte dell'agenda politica di nessuno, né della destra e poco anche a sinistra, per ragioni di contraddizioni interne di tutta evidenza. Senza riuscire a rendersi conto che in realtà la posizione laica è quella che può riuscire veramente a mettere d'accordo tutti. C'è un bellissimo libro, Leggere Gandhi a Teheran, di Ramin Jahanbegloo nel quale scrive "la questione non è in che cosa uno crede. La questione è che uso ne fa delle proprie credenze. Le vuole imporre agli altri? O le vuole per la sua pratica individuale nel rispetto totale delle posizioni altrui?". Noi stiamo diventando sempre di più un Paese nella quale una parte del parlamento impone a tutti come devono vivere, morire, fare figli. È una cosa che comincia a diventare impressionante. Già hanno deciso come si nasce, come si procrea... ora anche come si muore. Per cui non è eccessivo lo slogan che abbiamo cercato di usare "qui ci rubano anche la morte". Questi sono i grandi temi su cui bisogna tentare di risvegliare l'attenzione del Paese. Nella società civile l'interesse c'è, mentre non c'è per ragioni di convenienza, compromessi ed equilibri interni, nella classe politica. Il problema vero è come far tornare questi temi nelle priorità politiche di questo Paese.

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