Biotestamento e relativismo geografico

Dalla Rassegna stampa

E possibile anche in Italia un cattolicesimo di dialogo e non di guerra, anche sui temi bioetici? E se non è possibile, non sarà anche colpa della debolezza della politica, ladra e bisognosa di assoluzioni e perciò impari di fronte alla prepotenza revanchista delle gerarchie e al fondamentalismo Cl, etico, ecc.? Si sono posti questo interrogativo il giurista Gustavo Ghidini, fondatore dell'Associazione "Pubblici cittadini", e il filosofo Corrado Ocone in due articoli sul Riformista. L'Associazione ha trasmesso alla commissione salute del senato il testo di una sua proposta di legge sul biotestamento, preparata con i giovani studenti cui l'Associazione si rivolge per «programmi di lungo termine», e messa a punto dai suoi giuristi (Onida, Ferrari, ecc.) e dai suoi garanti (Zanone, Maccanico, Rognoni e altri). Il cuore della proposta, che sarà richiamata dal senatore Marino nella terza e ultima discussione in aula dell'antilegge Calabrò, approvata dal senato e poi con modifiche dalla camera, sta nell'attivare gli amministratori pubblici in funzioni nuove: i Comuni, quando i giovani compiono 18 anni, insieme alla tessera elettorale trasmettono ai nuovi maggiorenni un modulo, che ciascuno può restituire con le risposte, o cestinare. Si chiede al giovane di esprimere le sue volontà in merito a tutte le terapie praticabili in caso di perdita continuativa della coscienza; e di nominare un garante del rispetto delle proprie volontà o della ricostruzione della "volontà presunta", come nel caso di Eluana Englaro.

La filosofia di questa proposta liberale sta nella massima di Tocqueville "La democrazia è il potere di un popolo informato”: che è il perfetto rovesciamento del dogmatismo clericale, che diffida dell'informazione sin dai tempi biblici dell'albero della conoscenza. Non in tutto il mondo, però: in Italia l'oscurantismo clericoreazionario è totale, ma in altri paesi, Germania in testa, si dimostra proprio nella bioetica che cristianesimo, cattolicesimo, liberalismo e democrazia possono operare insieme. In Germania infatti la conferenza episcopale «non ha assediato il Bundestag», scrive Ghidini, ma ha stilato addirittura una normativa cristiana sul biotestamento, collaborando così alla legge federale, specie nel definire accettazione o rifiuto delle cure possibili. In una intervista a Radio Radicale, Ghidini ha definito «relativismo geografico» della Chiesa questo diverso atteggiamento, dialogo dove i poteri civili sono forti, prevaricazione dove sono flosci. Se ne conclude che il relativismo, anatemizzato ex cathedra, diventa un praticabile modus vivendi ove la situazione non consenta di pretendere di più.

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