Aree Expo, via libera all'accordo Ma il centrosinistra si spacca
«Su Expo dobbiamo guardare avanti». Ma il voto sull'accordo di programma ha segnato ieri sera in aula la prima frattura all'interno del centrosinistra: malgrado l'appello del sindaco Giuliano Pisapia, malgrado il parere della Corte dei Conti che ha giudicato congruo il valore stimato per la vendita dei terreni e ha dato il via libera all'ingresso del Comune nella società Arexpo (che dovrà acquistare i terreni su cui sorgerà l'evento), il consenso non è unanime. Rispetto ai 40 su 43 favorevoli, hanno votato contro i consiglieri Basilio Rizzo e Anita Sonego (Federazione della sinistra) e Mattia Calise (movimento Cinque Stelle).
A guidare il gruppo interno del dissenso è stato appunto il presidente del consiglio comunale, Basilio Rizzo, che ha abbandonato il suo scranno e si è seduto in mezzo ai colleghi per intervenire e contestare l'accordo, «figlio insopportabile della bonaccia della continuità e non del vento che cambia». Durissimo Rizzo: «Per molti milanesi sono tempi difficili, e non riusciamo proprio a rassegnarci al fatto che uno dei primi provvedimenti urbanistici della nuova amministrazione convogli risorse pubbliche a favore della rendita fondiaria di Fondazione Fiera, uno dei centri di potere del centrodestra, mentre ci accingiamo a chiedere sacrifici».
La replica di Pisapia è giunta perentoria: «Sia chiaro a tutti, lo dico anche al presidente Rizzo, che se io non avessi chiesto il parere alla Corte dei Conti saremmo sì in difficoltà. Ma questo parere ci ha dato totalmente ragione sulle due perplessità illustrate anche da Rizzo, a proposito del valore dei terreni e dell'ingresso del Comune nella società». Pisapia ha bacchettato anche la Moratti, ieri assente alla seduta consiliare che aveva Expo all'ordine del giorno: «La Moratti aveva sostenuto erroneamente che il parere alla Corte dei Conti avrebbe potuto essere chiesto solo dopo la firma dell'accordo di programma. Non è così, io l'ho fatto prima e abbiamo avuto il responso prima di questo voto, in modo da essere oggi più forti e garantiti».
Il capogruppo pd Carmela Rozza ha sostenuto le ragioni del sindaco e ha presentato l'ordine del giorno che pone una serie di paletti, soprattutto in merito al futuro dell'area e ai criteri di edificabilità. Sul voto a favore, ci sono stati diversi distinguo, a partire da quello dell'assessore Stefano Boeri che ha ribadito il proprio dissenso. Anche il consigliere pd Carlo Monguzzi ha annunciato il suo sì, «pur non condividendo, perché mi fido del sindaco». Arriva una «atto di fiducia nei confronti di Giuliano Pisapia» anche dal radicale Marco Cappato, che pure ricorda le indicazioni date dai cittadini che si sono espresse con il referendum per un «Expo verde e diffusa». Così la consigliera Anna Scavuzzo (Milano civica x Pisapia): «Ma continueremo a vigilare». Anche grazie a questi interventi, oltre che all'appello di Pisapia, Rizzo ha in extremis ritirato l'emendamento firmato con tre colleghe, che poneva le condizioni per una «azione di responsabilità contro chi abbia compiuto negli anni precedenti omissioni e ritardi che hanno portato alla firma di questo accordo». Pisapia ha chiesto la parola: «Non comprendo il significato di questa richiesta. La giunta si tutela e tutela la città a prescindere, nel caso in cui venga arrecato un danno».
Il capogruppo pdl Carlo Masseroli ha aperto un altro fronte: «Chiedete a Stefano Boeri (assessore ad Expo, ndr) di fare un passo indietro perché non si può essere contemporaneamente l'architetto che è stato profumatamente pagato per fare il progetto di Expo e l'assessore che lo continua a sostenere. Io non ho la cultura del sospetto di Rizzo, che stranamente su questa vicenda non sospetta nulla, ma chiedo questo nell'interesse della città, di Expo e dello stesso Boeri». L'assessore era intervenuto a margine dei lavori spiegando che «non c'è conflitto di interessi per il fatto di aver partecipato insieme ad altri architetti alla definizione di un progetto per un orto planetario, che sarebbe sprecato buttare via».
Il grillino Mattia Calise, a nome dei Comitati No Expo, ha annunciato il voto contrario, mentre fuori dai cancelli un gruppetto di simpatizzanti del movimento di Grillo protestava: «La sinistra non ha il coraggio di votare contro, perché alla fine da questa vicenda guadagneranno anche immobiliaristi loro amici».
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