Al Ministro degli esteri - per sapere- premesso che:
dal febbraio del 2008 è entrato in vigore il Trattato di Amicizia Partenariato e Cooperazione tra l’Italia e la Libia;
in tale Trattato la Libia si impegna, tra l’altro, all’articolo 4, a non compiere alcun atto ostile nei confronti dell’Italia;
nella giornata del 12 settembre a largo di Lampedusa un motopeschereccio italiano che si trovava in acque internazionali è stato avvicinato da una motovedetta italiana, con tanto di equipaggio italiano a bordo;
questa motovedetta è una delle 6 che il Governo italiano ha donato al Governo libico, dopo la ratifica del Trattato di Amicizia Partenariato e Cooperazione, allo scopo di contrastare l’immigrazione clandestina e prevenire gli sbarchi sul territorio italiano di migranti e richiedenti asilo;
la motovedetta con personale italiano a bordo, dopo aver intimato al peschereccio italiano di allontanarsi, ha sparato colpi di mitra che hanno colpito il peschereccio italiano, mettendo a rischio la vita dell’equipaggio;
tale fatto, di assoluta gravità è solo l’ultimo di una serie di iniziative del Governo libico che violano la legalità internazionale e che sono avvenuti dopo la ratifica del Trattato sopramenzionato che impegna le parti, tra l’altro, al rispetto del diritto internazionale;
ad esempio, la politica di contrasto all’immigrazione clandestina avviata dal Governo Italiano in cooperazione con la Libia, attraverso i cosiddetti “respingimenti in mare” ha sollevato dure critiche da parte dell’Unione Europea, del Consiglio d’Europa, dell’Alto Commissario ONU per i Rifugiati e dell’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, in quanto mette a rischio l’incolumità di decine di migliaia di migranti richiedenti asilo politico o protezione internazionale, che vengono rimandati in Libia al di fuori di qualsiasi monitoraggio delle loro condizioni;
il Governo libico attua notoriamente una politica di grave discriminazione e di continue violazioni dei diritti umani nei confronti dei migranti africani che si trovano sul territorio libico dove, da qualche mese, è stato chiuso per decisione delle autorità di Tripoli, anche l’unico ufficio dell’Alto Commissario ONU per i Rifugiati;
decine di imprese che hanno lavorato in Libia nel corso dei decenni scorsi, e che si sono viste riconoscere l’esistenza crediti per circa 650 milioni di euro da parte del Governo libico, non hanno avuto finora nessuna garanzia né dal Governo libico, né da quello italiano, per l’adempimento di questi impegni, nonostante la stipula di un Trattato che era stato definito “storico”, anche per quanto riguarda la soluzione di contenziosi pendenti;
in tale Trattato, e attraverso il disegno di legge di ratifica, l’Italia si impegna, tra l’altro, a realizzare in Libia opere per il valore di 250 milioni di dollari in venti anni, per un ammontare di 5 miliardi di euro, finanziati attraverso un aumento della tassazione Irpef;
nel corso della sua ultima recente visita in Italia il Colonnello Libico Gheddafi ha dichiarato che se l’Europa non vorrà “diventare nera” occorreranno non 5 miliardi di euro in 20 anni, ma 5 miliardi di euro l’anno, minacciando così di usare l’arma dell’immigrazione clandestina come strumento di pressione nell’ambito dei negoziati in corso per un accordo di cooperazione tra l’Unione Europea e la Libia;
nel corso delle ultime settimane sono state espresse forti preoccupazioni da alcuni osservatori, sull’acquisizione di quote societarie del gruppo Unicredit – il più grande gruppo bancario italiano, da parte di fondi libici controllati dal Governo - al di fuori delle regole che regolano tali attività e per le quali sono in corso indagini da parte degli organi di controllo;
nel corso di questa legislatura Gheddafi è il leader politico straniero che si è incontrato più volte con il Presidente del consiglio Italiano Berlusconi, caratterizzando la politica estera del nostro paese per la vicinanza e l’amicizia politica, con modalità e scelte che non sono mai avvenute da parte di nessun altro leader di un paese membro della Nato e che non hanno tenuto nella giusta considerazione il tema della democrazia e dei diritti umani in Libia, secondo i principi fondanti dei Paesi membri dell’Ue:-
se non ritenga che l’aggressione armata al peschereccio Ariete delle scorse ore dimostri, come gli altri fatti sopramenzionati, che il Trattato di Amicizia, Cooperazione e Partenariato tra Italia e Libia, rappresenti uno strumento inadeguato e se non necessiti pertanto di un’adeguata revisione al fine di garantire un pieno e compiuto rispetto della legalità internazionale, a partire da un’efficace garanzia del diritto d’asilo dei migranti.
Mecacci, Maran, Amici, Quartiani, Giachetti
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