Cappato: Formigoni rinviato a giudizio per diffamazione contro i Radicali. Mentre lui conta i goal noi giochiamo la partita della legalità. Ma perchè la procura e' ferma?

Firmigoni

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato di ieri, che ha annullato il respingimento del ricorso dei Radicali da parte del TAR  Lombardia riaprendo la possibilità di annullamento delle elezioni regionali, oggi un'altra notizia importante relative alla truffa elettorale che ha portato Roberto Formigoni alla quarta elezione consecutiva come Presidente della Lombardia.

La Giudice Dott.ssa Cristina Di Censo, all'esito dell'Udienza preliminare per il procedimento a carico di Roberto Formigoni, ha rinviato a giudizio l'imputato per diffamazione a mezzo stampa aggravata. La vicenda è relativa a quando il Presidente Formigoni accusò pubblicamente su televisioni e giornali nazionali i Radicali di aver manipolato i moduli elettorali delle sue Liste elettorali. Il G.U.P. ha rigettato altresì le eccezioni di incompetenza territoriale, sollevate dal difensore di Formigoni, avv. Brusa accogliendo integralmente le richieste del Pubblico Ministero Mauro Clerici e delle parti civili: Lista Pannella, Marco Cappato  e Lorenzo Lipparini, tutti rappresentati dall'avvocato Giuseppe Rossodivita.
La prima udienza dibattimentale è fissata per il giorno 8 novembre 2011 davanti alla quarta sezione del Tribunale penale di Milano in composizione monocratica.

Marco Cappato, candidato alla Presidenza della Lombardia escluso dalle elezioni, ha dichiarato:
"Non so a che punto stia Firmigoni con i suoi conteggi delle partite giudiziarie che ci sbatteva in faccia, i suoi goal, i "quattro a zero", "cinque a zero", "cento a zero" che declamava in tivù. Non lo so e non mi interessa.
Noi Radicali giochiamo un altra partita, che è quella della democrazia e dello Stato di diritto, dello sciopero della sete di Pannella per l'amnistia, della battaglia giudiziaria e nonviolenta per annullare le elezioni regionali truffa in Lombardia. Salutiamo così l'occasione che avremo davanti al  Tribunale di Milano per chiedere giustizia delle falsità raccontate da Firmigoni a reti unificate contro di noi, così come salutiamo la sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha chiesto di poter fare ciò che chiediamo da una anno e mezzo: che un giudice possa finalmente controllare le firme sui moduli di Firmigoni. A questo punto ci chiediamo solo come sia possibile che la Procura di Milano si sia fermata, dopo che ormai mille persone hanno confermato che le firme apposta sui moduli non sono le loro. Che cosa blocca la Procura di Milano dall'accertamento delle responsabilità penali sulla truffa Firmigoni?"

 



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