Un Modigliani incastra il «boia di Vukovar»
Si è conclusa fra le montagne serbe di Fruska Gora la fuga di Goran Hadzic, l'ultimo latitante nella lista dei super-ricercati dal Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia. Il «boia di Vukovar», come è stato soprannominato per le atrocità compiute durante l'assedio alla città croata, dovrà rispondere di crimini di guerra e contro l'umanità per i misfatti commessi fra il 1991 e il 1994 contro la popolazione non serba.
Ancora sconosciuta la data della sua estradizione all'Aja: prima, l'ex presidente dell'autoproclamata Repubblica di Krajina, dovrà comparire di fronte al Tribunale speciale serbo che deciderà se autorizzarne il trasferimento. I legali di Hadzic avranno 3 giorni per presentare un appello, poi la parola finale spetterà al ministro della Giustizia serbo.
Per trovarlo, gli investigatori hanno seguito una pista italiana: secondo, infatti, quanto riferito dal procuratore serbo, Vladimir Vukcevic, a condurli sulle sue tracce è stato un dipinto di Amedeo Modigliani, probabilmente trafugato durante la guerra in Croazia, che l'ex leader dei serbi della Krajina aveva provato invano a vendere. La tela era stata rinvenuta dalla polizia serba nel dicembre scorso a casa di un suo collaboratore e sequestrata. Come anche Radovan Karadzic e Ratko Mladic prima di lui, Hadzic si nascondeva sotto falsa identità ed era quasi irriconoscibile, con «barba lunga di tre giorni e baffi». «Era armato di pistola ma non ha provato a resistere all'arresto», ha aggiunto Vukcevic.
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