Solo 4 autorizzazioni alle manette in 63 anni di storia della Repubblica
Nei 17 anni della Seconda Repubblica, i giudici hanno chiesto di arrestare una ventina fra deputati e senatori per reati gravissimi e con prove schiaccianti, eppure mai Camera e Senato hanno dato il via libera (emblematico il caso di Cesare Previti). Ma in 63 anni di storia della Repubblica, gli arresti sono stati concessi quattro volte: per Francesco Moranino, deputato del Pci, condannato per la morte di sette persone durante la Resistenza. Sandro Saccucci, del Msi-Dn, accusato per l'omicidio di un giovane comunista; Toni Negri, capo dell'Autonomia operaia di Padova, eletto deputato per il Partito radicale nel 1983, quando era in carcere in attesa di giudizio dal 1979. E Massimo Abbatangelo, del Msi-Dn, condannato per aver partecipato nel 1970 all'assalto di una sezione napoletana del Pci. In questa legislatura, oltre ai casi Papa e Milanese, la Giunta per le autorizzazioni a procedere è stata chiamata a pronunciarsi molte volte. Quando il "verdetto" è stato alla fine emesso, l'autorizzazione a procedere è stata sempre negata. Alla magistratura non è stato consentito, per esempio, di procedere nei confronti di Nicola Cosentino, Pietro Lunardi e Altero Matteoli.
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