Regione Lazio, si cerca l'intesa per il piano casa
Prosegue il braccio di ferro fra minoranza e maggioranza sul piano casa. Ieri pomeriggio in consiglio regionale è ripreso il dibattito (al mattino è mancato il numero legale), ma resta sul piatto un pacchetto cospicuo di emendamenti: sono circa 4.000 (solo i Radicali ne hanno presentati 3.400) e se si contano anche i sub emendamenti si arriva a 6.000 («tanti anche quelli presentati da consiglieri di maggioranza», osserva Rossodivita dei Radicali). Oggi riprenderà la: discussione, ma è chiaro che senza un'intesa fra maggioranza e minoranza i tempi si allungano.
Possibili due strade: la prima, la maggioranza potrebbe inglobare il piano casa nell'assestamento di bilancio per andare a una votazione unica; la seconda, la giunta presenta un maxi emendamento, per arrivare poi al voto. Ieri spiegava Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Regione e assessore all'Urbanistica: «Una volta approvata questa legge, le Ater, da domani potranno costruire case popolari, solo a Roma 4.000 alloggi. In tutte le aree di edilizia privata viene introdotto lo standard sociale: il 20 per cento dell'indice di fabbricabilità diventa di proprietà delle amministrazioni comunali, di questo il 50 per cento sarà destinato all'edilizia sovvenzionata il resto all'agevolata, all'edilizia universitaria e all'housing sociale». Dalla Provincia però arriva l'ostilità al piano. L'assessore Michele Civita (Pd): «Il piano casa in corso di approvazione al Consiglio regionale danneggia chi è impegnato a pianificare uno sviluppo sostenibile del territorio». Diversa l'opinione di Ascomedil (l'associazione commercianti materiali da costruzione aderente a Confcommercio): «All'approvazione del piano casa è legato il futuro di centinaia di aziende».
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