Poche risorse per impianti e riduzione dei rifiuti
Come spesso accade quando è imminente un'emergenza, le forze politiche di centro, di destra e di sinistra, invece di attivarsi per evitarla pensano a scaricarsi le responsabilità. È quello che in questi giorni sta accadendo sulla questione dei rifiuti. È bene ricordare che tutti, tranne i radicali, hanno governato la Regione Lazio ed il Comune di Roma. In questi anni nessuna maggioranza ha saputo dare una risposta concreta sulla questione Malagrotta e nessuno ha saputo programmare un ciclo virtuoso dei rifiuti. La verità è che il disastro è bipartisan. Le accuse di lasciti di debiti e di questioni irrisolte inerenti alla sanità e ai rifiuti non giustifica minimamente l'inoperosità di chi oggi governa. Le giunte passano ma Malagrotta, a colpi di proroghe, è sempre lì. E alla fine la Polverini ha deciso di non decidere, infatti venerdì scorso il governo nazionale - accettando la richiesta della stessa Presidente - ha deciso di nominare un commissario per individuare il sito post Malagrotta.
Eppure da anni l'Europa ci segnala la giusta strada alternativa In rigoroso ordine di priorità bisognerebbe agire sulla riduzione, riciclo, recupero di materia e di energia e, solo per gli scarti dei processi, lo smalti- mento in discarica. Invece nell'Ottavo colle di Roma, in violazione delle direttive Ue e delle leggi nazionali, si butta di tutto: circa l'80%dei rifiuti di Roma si conferiscono nell'invaso di Manlio Cerroni. Nel Lazio è mancata la programmazione. Gli attori istituzionali, da almeno dieci anni, sulla politica dei rifiuti hanno saputo solo autorizzare volumetrie straordinarie delle discariche, proprio per questo motivo Bruxelles apre procedure di infrazione. Su questo i consiglieri della Lista Bonino Pannella, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo - in occasione delle audizioni in commissione ambiente - hanno più volte evidenziato il problema che maggiormente attanaglia la nostra regione: quello economico. La "cultura" della discarica, infatti, l'ha fatta da padrona per decenni perché smaltire il tal quale negli invasi è stato, e continua ad essere, troppo conveniente economicamente. Questo presunto vantaggio ha portato i vari governi della regione a non intervenire finanziariamente né per la riduzione ed il riciclo dei rifiuti, né per costruire l'impiantistica necessaria. Le giunte regionali hanno speso i soldi dei cittadini per fare altro, alla faccia dell'ambiente.
Membro della giunta di Radicali Italiani e autore, insieme a Paola Alagia, del libro "Con le mani nella monnezza. I disastri della partitocrazia. Il caso Malagrotta l'ottavo colle di Roma”
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