Pastrocchi
Se non ci fosse stato il referendum del 1991 sulle preferenze, forse voteremmo ancora col sistema delle terne e delle quaterne. Se non ci fosse stato il referendum del 1993 sul maggioritario, forse cambieremmo ancora un governo l'anno. Eppure, secondo il presidente del Senato, «sulla legge elettorale il Parlamento non può abdicare a terzi che in buona fede mettendo una croce su una scheda possono dar vita a dei pastrocchi». In effetti il rischio di pasticciare esiste. Può succedere, per esempio, che il potere di scegliere deputati e senatori venga consegnato ai capipartito e tolto agli elettori. O che un partito con il 3,1 per cento resti fuori del Parlamento, mentre uno con lo 0,7 abbia il suo gruppetto di onorevoli. O che una minoranza ottenga a tavolino la maggioranza dei seggi. Eppure qui non siamo nel campo dei pastrocchi referendari, ma in quello delle porcate parlamentari.
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