La ministra Bonino: non esistono soluzioni miracolose

Un’emergenza planetaria che si acuisce ogni mese e ogni anno di più sulle coste italiane. In quello che la ministra degli Esteri, Emma Bonino, definisce giustamente «un Paese di transito, non di destinazione», l’ennesimo sbarco di migranti ha rafforzato la consapevolezza che guerre e povertà dei Paesi mediorientali e africani producono e produrranno un esodo di disperati sempre più massiccio. In un’intervista a Radio Radicale, la ministra ha parlato a lungo del tema. «Le frontiere sud della Libia, poco controllabili, vedono ad esempio fuggire sudanesi, nigeriani e molti altri. I siriani passano per il Libano e poi per l’Egitto. Dall’Iraq si passa alla Turchia, e poi in Grecia, altro Paese, come il nostro o la Spagna, che a un fardello molto pesante da subire. E si accumulano motivazioni diverse, tutte accomunate dalla speranza di una vita diversa».
«Si tratta di persone che scappano per fame, o per guerre, o per un misto delle due cose - prosegue la ministra. - E per questo non c’è una soluzione miracolosa. Basti pensare a quel che succede in Libano, dove i rifugiati siriani sono 1 milione, o in Giordania, dove sono 600mila. Anche in Europa era in discussione una direttiva, che però è stata ostacolata da molti Paesi, proprio perché nell’accoglienza temporanea ogni Paese vuole la certezza che sia appunto temporanea».
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