Jihadisti in chiave italiana
Mussolini diede al Vaticano lo stato della chiesa. La democrazia gli dette il partito della chiesa, o democrazia cristiana; e da quando questa s'è sfasciata per malaffare (dopo qualche decennio di buongoverno, o quasi), i chierici dei grandi giornali e i politici di naso fino si danno da fare per ricomporla, raccattando le schegge che sono andate a conficcarsi, a volte facendo bene a volte facendo male, nei partiti della seconda repubblica, e miscugliarle con esperienze ed energie nuove che nel frattempo sono nate al centro, a sinistra e a destra. Il discorso sull'unità politica dei cattolici torna così nella più illiberale e antimoderna delle concezioni politiche: quella del partito a base ideologica religiosa, come fra i musulmani. Dal papa al segretario di stato alla Cei, dai giornali di parrocchia ai borghesi (soprattutto atei devoti, sempre pronti come scrive Dario Antiseri sul Corriere della Sera a «usare la fede degli altri come strumento del proprio potere»), dalla comunità di Sant'Egidio a Comunione e Fatturazione (come dice Pannella quando è irritato), ai pasdaran del fondamentalismo che contestano il mosaico di Padre Pio perché una fedele è raffigurata con una copia dell'Unità (Socci ha dato di matto su Libero e Pio Cerocchi ha cercato di riportarlo alla ragione sull'Unità): da questo variopinto mondo, dicevo, e dall'Udc e da "cattolici" di altri partiti, si leva al cielo un unico coro dei Lombardi, affinché, finito Berlusconi, risorga e governi il "partito dei cattolici". Governi, naturalmente, da destra, pontifica il chierico Galli della Loggia sul Corriere («Non è al centro il posto dei cattolici»): visto che, se De Gasperi invece fu centrista, lo fu sol perché aveva da parare un pericolo da sinistra, il Pci, e uno da destra (dunque aveva ragione Pio XII, con l'operazione Sturzo): mentre oggi, liberata la destra dall'Origene di Arcore, i moderati che furono dc e poi berlusconiani possano ritrovarsi per la terza volta uniti in hoc signo, e soprattutto in hoc loco: a destra, appunto.
Perché la vera natura del moderatismo non è liberale, democratica, cristiano-sociale, è di "non sinistra": per cui, cattolicesimo uguale moderatismo, anche se l'identificazione ha provocato infezioni con la destra fascista di Mussolini e di Franco e con l'antinazismo molle di Dollfus, con gli ustascia croati di Pavelic, con gli antiebrei polacchi, con gli squadroni dei latifondisti salvadoregni o argentini. L'idea che in Occidente le divisioni politiche non passano per le religioni, come nel terzo mondo islamico, ma per le idee laiche della politica, è sconosciuta all'Italia guelfa del papa-re.
© 2011 Europa. Tutti i diritti riservati
SU














