Fine vita, da Marino a Englaro e Veronesi: un referendum contro la nuova norma

Dalla Rassegna stampa

«Disorientato, sorpreso e rammaricato» da una legge «perversa, perché colpisce la parte più importante della nostra vita: la libertà di decidere». È lo stato d'animo di Umberto Veronesi, ex ministro della Sanità e direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, dopo il via libera della Camera alla legge sul testamento biologico. Lui che della libertà ha sempre fatto una bandiera, che non ha mai perso occasione di ribadire che era meglio non fare una legge e che «l'ultima parola comunque sarà la mia». Poi si appella alla Costituzione: «La Carta ci protegge con un articolo che sottolinea come nessun trattamento sanitario possa essere applicato senza la volontà del paziente». E spera: «Credo che la Corte costituzionale creerà un'opposizione, pensando anche che questo è l'unico Paese al mondo in cui, una volta approvata definitivamente la legge, vi sarà l'obbligo a una condizione di vita artificiale». Intanto però prepara la penna per firmare la richiesta di una consultazione popolare. Coglie al volo l'idea lanciata da Ignazio Marino (Pd) durante un incontro con Beppino Englaro (il padre di Eluana) e Mina Welby, la moglie di Piergiorgio che mantenuto in vita dalle macchine nel 2006 volle essere staccato da esse e dalla vita. Così come il padre di Eluana, dopo anni di battaglie legali, ottenne dai giudici che la figlia in stato vegetativo da 17 anni non ricevesse più l'alimentazione artificiale. Due casi emblematici, da non far imitare. Scopo della legge in approvazione. Referendum quindi? «D'accordissimo», Veronesi, pronto a essere tra le prime firme.

© 2011 Corriere della Sera. Tutti i diritti riservati

SEGUICI
SU
FACEBOOK

Ti potrebbe interessare anche:

 Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, e del tesoriere Michele Capano Salutiamo che per la prima volta un presidente del Consiglio parli di "referendum act", come ha fatto oggi Matteo Renzi: cioè di una proposta complessiva di riforma dell'istituto...
 Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, e del tesoriere Michele Capano   Solo superando le norme "medievali" che ostacolano la raccolta delle firme, la riforma costituzionale amplierà la partecipazione popolare come afferma il presidente...
Radicali italiani è un movimento politico che vive esclusivamente grazie all’autofinanziamento. È così da sempre: non abbiamo mai ricevuto fondi, finanziamenti o rimborsi pubblici. Scopri cosa fanno i Radicali grazie a te e aiutaci a raggiungere i nostri obiettivi!C’è un Movimento per una...