«Federalismo? Meglio un serio regionalismo»
Un federalismo compiuto «non è pensabile in via legale per il nostro paese». Più in linea con la storia e l'ordinamento dell'Italia «sarebbe un regionalismo serio». Così i1 presidente emerito della Corte Costituzionale, Ugo De Siervo, ha espresso la propria posizione nel corso della «Lezione a due voci» che ha tenuto insieme con Ettore Rotelli, ieri a Firenze. Assistiamo in questa fase storica, ha argomentato De Siervo, «a un'idea di federalismo rozzo che è fuori. dalla storia», che viene propagandato «con slogan dietro ai quali passano un forte antisolidarismo e un attacco a valori fondanti della nostra Costituzione». Un autentico federalismo «si determina attraverso la decisione di mettersi insieme presa da stati autonomi, ma il nostro stato nasce già unitario». Molto più appropriato per l'Italia «un regionalismo serio: dare soldi e capacità di spesa alle Regioni, attribuire loro poteri precisi». Portare a compimento, insomma, una riforma «che può essere attuata senza prevedere rivoluzioni».
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