Bersani: “Contrario all’election day Sfidare Berlusconi? Non vedo l’ora”

Dalla Rassegna stampa

«Ho sempre pensato che sia sensato tenere separate le elezioni regionali e politiche. Dopo di che voglio capire se Alfano e Berlusconi vogliono e come le elezioni politiche a febbraio. Parlare di election day senza capire cosa significa è difficile». Pier Luigi Bersani, oggi a Tripoli, risponde così sull’election day.

 

Su una eventuale candidatura di Silvio Berlusconi alle elezioni, sorride: «Auguri... se sarà sfida la faremo. Non vedo l’ora».

 

Le priorità post-primarie? «Il dossier più importante è la legge elettorale in relazione allo sbandamento del centrodestra». «Se domani - sostiene il segretario Pd - il Pdl avrà una riunione per decidere la linea politica, per favore ci faccia sapere cosa pensa precisamente, e sul piano politico, della legge elettorale, perché non capiamo più, è la ventesima proposta, e non conosciamo le intenzioni politiche». «Quello che abbiamo fatto non l’abbiamo fatto io e Renzi, non sono voti di Renzi o Bersani. Ticket? Non abbiamo il duopolio, io non pretendo il monopolio ma siamo un collettivo aperto e plurale, discutiamo insieme e poi siamo uno squadrone che vuole servire il Paese».

 

E se da un lato Bersani inizia a fare la corte a Renzi, dall’altro il sindaco di Firenze tira dritto per la sua strada. Le “discussioni” su ciò che avviene a Roma “non mi riguardano più”. «Io - ha precisato Renzi a margine dell’avvio della seconda tranche di lavori del nuovo Teatro dell’Opera - sto cercando di sistemare il Teatro dell’Opera, le discussioni mediatiche su ciò che avverrà a Roma nei prossimi mesi non mi riguardano più». «Mi sarebbe piaciuto provare a cambiare l’Italia, abbiamo provato, abbiamo la coscienza a posto ma - ha continuato Renzi - nel momento in cui gli italiani che sono andati al gazebo hanno scelto un altro progetto, uno lascia a chi ha vinto il compito di gestire la partita: non tocca più a me». Per ora quindi nessuna apertura al segretario del Pd. «Il mio futuro è qui in questo ruolo, naturalmente spero che il centrosinistra non perda la grinta che ha avuto in questi tre mesi: tutti noi dovremo dare una mano perché questo accada, senza continuare con le solite discussioni “ticket-non ticket”, “ministro-non ministro”, “parlamento-non parlamento”». «Io faccio il sindaco, e cerco di farlo bene -ha ribadito Renzi-. Interrompiamo le chiacchiere della politica romana».

 

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