Berlusconi furioso: «Una follia colpirmi» Castelli: «Sulla Libia gli diremo un altro no»

Dalla Rassegna stampa

Pochi minuti dopo l'annuncio che la Camera ha votato l'arresto di Alfonso Papa, Silvio Berlusconi si alza e lascia Montecitorio senza dichiarazioni. Inutili le sollecitazioni dei giornalisti. Ma il tam tam dietro le quinte dice che con i suoi si sarebbe sfogato, anzi avrebbe proprio sbottato infuriato. «È una vergogna - avrebbe detto - , noi siamo dei veri garantisti e abbiamo votato contro l'arresto di Tedesco. Il governo va comunque avanti». È furioso il premier e lo conferma quel pugno sbattuto sul tavolo subito dopo l'esito del voto. Se ne esce dall'Aula con il fedele Angelino Alfano. Insieme si infilano in una stanza e lì c'è lo sfogo.

«Sono pazzi - avrebbe detto - Per buttarmi giù sacrificano Papa». Bersagli delle sue ire sono anche Pier Ferdinando Casini «è una vergogna, una cosa inaccettabile quello che ha fatto, ha detto» e pure i radicali. In particolare l'ex Benedetto Della Vedova, ora in Fli che a suo dire sono sempre stati garantisti e ora hanno cambiato idea.

E con la Lega? «Venerdì in Consiglio dei ministri parlerò con Umberto Bossi di quello che è accaduto», ha annunciato il Cavaliere. Ma in attesa del Consiglio dei ministri di domani, oggi si preannuncia un'altra giornata "calda" per Berlusconi. L'ira di ieri potrebbe avere un seguito oggi a fronte dell'annuncio fatto ieri dal viceministro Roberto Castelli nella trasmissione la Zanzara su Radio 24. «Mi dispiace che Berlusconi fosse furibondo - ha detto Castelli - ma personalmente io domani (oggi, ndr) gli darò un altro dispiacere, perché non voterò il decreto per il rifinanziamento delle missioni in Libia: mi dispiace, ma io la penso così».

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