Andrea's Version
Penso che sarebbe più liberale, o senza farla tanto palloccolosa, che sarebbe meglio, non espellere i radicali dal gruppo del Pd. Senza un bilocale a disposizione della Bonino a Montecarlo, ma sarebbe sufficiente a Mentone, l'espulsione mostrerebbe un che d'antan, disvelerebbe sane malinconie per metodi oltremodo insani, suonerebbe come una sottomarca delle dimissioni dal partito imposte a quell'innocente (giurerei) del dottor Penati. Penso, tra l'altro, non solo che i radicali rappresentino di continuo la spia di qualcosa d'importante senza, paradossalmente, sapere bene di che cosa. Ma che, il non sapere più perché siano così importanti, li renda ormai più importanti che il saperlo. È la comunicazione moderna. Espellere dal gruppo i radicali equivarrebbe, perciò, alla relativa sconfitta di un relativismo il quale, arrivato addirittura a ruota di una sconfitta epocale sulla relatività, farebbe fumare entrambi i coglioni dei relativamente più fedeli. A meno che l'ordine di espulsione non sia arrivato alla sinistra laica direttamente da Bagnasco. O da sorella Spinelli. Allora è giusto, qui al Foglio la chiamiamo ancora scomunica.
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