[2]
La saggezza popolare sostiene che c'è un limite a tutto, l'esperienza mostra qual è il problema dei limiti: c'è sempre qualcuno che li supera. E così è stato per Il Giornale ieri. Una volta acclarato al di là di ogni possibile dubbio che la strage in Norvegia non è stata opera di terroristi islamici ma di un autoctono, gli articoli sulla strage erano ieri retrocessi a pagina 12.
Avevano puntato tutto su un nuovo 11 settembre fra i fiordi, per poi tenere comunque aperta la questione, ma ieri non c'era più nulla da fare. È toccato far scendere in campo il professor Introvigne, che esordì giovanissimo con un saggio sulla presenza di Satana nella musica rock. Non c'è esoterismo che il dotto professore non sappia catalogare e il nazi-norvegese è stato subito classificato come massone, poi come non cattolico, infine sostanzialmente nichilista. Se gli davano ancora un po' di spazio il professore ci spiegava che il criminale era affine ideologicamente a Nichi Vendola. Ma in prima pagina qualcosa bisognava pur mettere e Vittorio Feltri, l'editorialista principe, ha proposto la seguente riflessione: è stato l'individualismo dei giovani che ha consentito al “pazzo” di massacrarli. I mollaccioni non sono stati capaci di disarmare il nazi-Rambo ma hanno scioccamente solo pensato a salvarsi. In parole vere, Feltri colpevolizza i giovani socialisti per il loro ruolo di vittime inermi. Se vi state chiedendo quale limite è stato superato, azzardiamo un'ipotesi. Quello della decenza?
© 2011 Il Riformista. Tutti i diritti riservati