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«Alla fine hanno vinto gli estremisti di sinistra», dice lei. «No, ha vinto la laicità delle istituzioni», replicano Sel-Verdi, Idv, Federazione della sinistra e associazioni Lgbt. Al termine di una giornata nervosa, la maggioranza di centrosinistra della Regione Emilia Romagna cambia rotta: dopo le proteste, salta la nomina del consigliere udc Silvia Noè alla presidenza della commissione per «La piena parità tra donne e uomini».
A meno di colpi di scena, il nuovo presidente sarà Roberta Mori, del Pd. Una candidatura «laica», quindi, così come avevano chiesto vendoliani, dipietristi e movimenti per i diritti degli omosessuali che da giorni contestavano l'assegnazione del ruolo a un esponente cattolico, nonché «cognata di Casini». La nomina della Mori sarà ufficializzata con ogni probabilità nella seduta di oggi, quando basteranno soli 26 voti per l'elezione (ieri il candidato pd ne aveva ricevuti 33)- «Errani ha ceduto alla sinistra massimalista commenta la Noè -. C'era un accordo sul mio nome ma poi hanno prevalso le logiche politiche. Il governatore, pur di non spaccare la maggioranza, è venuto meno alle regole. Lui è ostaggio della sinistra radicale e io sono stata discriminata per le mie idee».
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