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Nel pieno dell'estate, un mese e mezzo dopo aver consegnato Milano al centro sinistra, Letizia Brichetto Arnaboldi, coniugata Moratti, torna a farsi sentire. «Avverto un disagio profondo - confessa al Corriere della Sera -: non so più se la mia idea di politica, di una politica eticamente fondata, corrisponda ancora alla politica che pare aver smarrito il significato vero di servizio ai cittadini». Ma il vero cruccio è nel paragone dell'attuale esecutivo con i virtuosi precedenti di centrosinistra. «Tra il '92 e il 2000- sentenzia - con i governi Amato, Ciampi, Prodi, D'Alema, i costi della macchina amministrativa erano scesi di due punti di Pil. Segno che riformare è possibile». Mah. Nell'attesa di sapere da dove prenda le cifre, solleviamo un dubbio. Dunque: invocare un taglio alle spese statali è giusto. Non possiamo però fare a meno di ricordarci che la Moratti per un'intera legislatura (dal 2001 al 2006) ha fatto parte del governo. Ecco, la domanda è questa: non era meglio tirare fuori allora questo furore antisprechi?
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