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Un anno fa il dossier nucleare iraniano era al centro dell'attenzione. Si studiavano misure e iniziative diplomatiche per fermare o rallentare la corsa verso la Bomba. Oggi se ne discute, ma con minore enfasi. Incombono altre emergenze, altri problemi. Ma la «pratica» è ancora lì sul tavolo. Da aprire e risolvere. In attesa della soluzione se mai ci sarà - ci si affida a sistemi diversi. Venerdì, a Teheran, è stato ucciso uno scienziato nucleare. Il regime ha accusato Israele e Stati Uniti: l'agguato sarebbe opera dei loro servizi segreti. E i mullah hanno sottolineato che si tratta del terzo ricercatore eliminato in questi anni. Altre fonti sostengono che il numero degli scienziati uccisi sarebbe ben più alto. Così come i sabotaggi organizzati ai danni di laboratori e impianti. Esplosioni che devastano una base, guasti alle centrifughe, virus che paralizzano i «nervi» tecnologici. A volte denunciano violazioni dello spazio aereo condotte da misteriosi velivoli senza pilota. Gli iraniani, però, non stanno a guardare. Rispondono con azioni affidate a nuclei misti di Hezbollah libanesi e pasdaran.
Visto che la diplomazia è impegnata su altri fronti oppure non ha abbastanza forza, si è deciso di lasciare campo alle operazioni clandestine. Dove non riescono gli ambasciatori, possono provarci gli 007. Una guerra segreta che non è segreta. Perché avviene sotto gli occhi di tutti e non conosce confini. E possibile anche che qualche azione avvenga in territorio neutrale, visto che Teheran si rifornisce di tecnologia all'estero e usa percorsi tortuosi per farla arrivare in patria. E rischio - paventato da alcuni - è che il conflitto sfugga di mano. Il singolo episodio può innescare una reazione a catena, con la vicenda nucleare che si intreccia con altre crisi regionali. In Medio Oriente è accaduto molte volte, potrebbe avvenire di nuovo. Ma l'impressione è che si sia deciso di lasciar fare. Si vuole imporre l'alt ai sogni nucleari di Teheran, però non si sa bene come. Hanno provato con sanzioni, pressioni, colloqui. Tutto vano. I mullah insistono. E allora la parola è passata ai James Bond.
Quelli veri.
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