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Secondo l'assessore al Turismo, Stefano Zappalà, è una legge che «porta ordine nel settore dei campeggi ma non si tratta di cementificazione». Secondo la minoranza, invece, è «una sanatoria di strutture abusive, uno scempio ambientale». In attesa dei temi prevedibilmente più caldi ieri in consiglio regionale la temperatura è divenuta rovente parlando della nuova legge dei campeggi. Tanto che a un certo punto il presidente del Consiglio regionale, Mario Abbruzzese, ha aggiornato a oggi l'approvazione, perché è venuto a mancare il numero legale. Non proprio un buon segnale per la maggioranza che presto dovrà affrontare salite ben più faticose come il piano casa, l'assestamento di bilancio e a settembre il piano dei rifiuti. La legge sui campeggi è composta da tre articoli, porta la firma oltre che dell'assessore al Turismo Zappalà, anche dell'assessore all'Urbanistica, Luciano Ciocchetti. Quest'ultimo ha spiegato: «È una norma in cui prevale la materia turistica che ha certamente rilevanza urbanistica, in cui la finalità principale è dare certezze ad un settore che non ne ha mai avute».
Duro il giudizio di Luigi Nieri, capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà (insieme a Rossodivita, Lista Bonino, e Bonelli, Verdi, aveva chiesto la sospensione della seduta): «Questa legge incide pesantemente sui territori, sui parchi e sulle aree protette, prevedendo una trasformazione dei campeggi in strutture ricettive permanenti, sanando anche le attività abusive. Consente di trasformare le strutture mobili - anche in contrasto con i piani regolatori e anche se realizzate in aree protette - in vere e proprie unità abitative permanenti, mutando in modo profondo le caratteristiche degli insediamenti». Replica Zappalà: «Se si è contro i campeggi, contro gli operatori del settore, lo si dica chiaro, ma non si parli di cementificazione perché non è vero».
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